Persone e Robot: una convivenza non sempre facile

05.12.2017
Persone e Robot: una convivenza non sempre facile

I trend tecnologici stanno ridefinendo i luoghi di lavoro. Non è ancora chiaro dove ci porterà  il futuro, ma in Volkswagen la trasformazione è già iniziata…

Il futuro comincia dai problemi

Come spesso accade, il futuro inizia con un problema. Andres Davila e il suo team sono in piedi davanti a un robot a struttura leggera, che a dire il vero più che un robot sembra un enorme braccio argentato con grosse articolazioni arancioni. Il software è andato in crash e tutto si è bloccato. Un tecnico va al pc e riavvia il programma. 

Persone e Robot: una convivenza non sempre facile

Andres Davila (Foto: Ériver Hijano)

Andres Davila è production planner presso lo stabilimento Volkswagen Veicoli Commerciali ad Hannover. Il suo compito è assicurare che la produzione sia efficiente e che il personale possa lavorare in condizioni ergonomiche ideali. La particolarità di questo braccio d’acciaio è che si flette non appena qualcuno lo tocca. Se viene spinto con troppa forza, cosa che può succedere durante il lavoro sulla linea di produzione, scatta una funzione di sicurezza – progettata per prevenire gli infortuni - e il braccio si spegne completamente. 

La "sensibilità della macchina"

Diversamente dai suoi “colleghi” di acciaio pesante, che nell’impianto di Hannover svettano dietro a schermi protettivi giganti ed eseguono stoicamente i propri compiti, questo  robot/braccio a struttura leggera è dotato di quella che gli esperti chiamano "sensibilità della macchina”. Questa mattina Andres e il suo team stanno testando con quanta velocità e precisione il nuovo robot sa attaccare le clip di plastica sul rivestimento interno di un VW Transporter. Le clip da fissare sono diverse centinaia: un lavoro monotono, che per un essere umano comporta molti spostamenti all'interno del veicolo (per allineare il pannello e spingere le clip nelle pareti), affaticando pollice e polso.

Non è ancora chiaro se questo nuovo tipo di robot diventerà una componente standard della linea di assemblaggio. Non si tratta solo di dimostrare che la nuova tecnologia funziona, ma anche della disponibilità dei dipendenti a lavorare con il robot. "Non puoi usare una mazza per far collaborare persone e robot. Sono i nostri colleghi della linea che tutti i giorni, su tre turni, dovranno lavorare a stretto contatto con i robot " spiega Davila.

Un operaio e un robot  del gruppo Volkswagen

Al centro dell'innovazione sempre gli esseri umani

Klaus è sulla linea II a Wolfsburg. Controlla attentamente il percorso per arrivare al bullone per il supporto a pendolo sotto un blocco motore. Ma Klaus è cieco: sono i sensori che lo aiutano a muoversi, individuare il bullone e avvitarlo. Klaus  è un altro robot a struttura leggera - e un altro esperimento. Ma a differenza della sua controparte di Hannover, Klaus ha già lasciato il laboratorio ed è attualmente in fase di test per la produzione in serie: ora attende il verdetto dei colleghi in carne e ossa, quello più importante.

Andres Davila ricorda un concorso internazionale in cui i robot dovevano aprire una porta. La maggior parte di loro è caduta: il compito era troppo complesso per loro. Osserva Andres: "La tecnologia è fatta per supportare le persone, non per sostituirle. In fondo, ogni storia riguarda gli esseri umani".

Fonte: Volkswagen AG